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Instagram sta crescendo sempre più come social network. Anche le aziende cominciano a guardarlo con attenzione. Proprio per questo motivo qualche mese fa ho iniziato un esperimento con il mio profilo personale, considerando la mia passione per la fotografia, per capire meglio i meccanismi che regolano Instagram.

A luglio 2015 su Instagram avevo ca. 170 followers, ora (ottobre 2015) ne ho oltre 1.500. Questo il dato di fatto. Cosa è successo? Uso Instagram da quando è uscito e lo ho usato solo facendo foto col cellulare e usando pochi, pochissimi hashtag. Seguivo poche persone e la mia vita social su Instagram era pari a zero, ovvero non facevo likes o commenti. A luglio di quest'anno mi sono detto: beh visto che foto belle ne ho perché non provare a capire come aumentare i followers. C'è gente con foto al limite della decenza con migliaia di followers. Dove sbaglio? Così ho deciso. Non sapendo dove e come partire sono andato sperimentando varie strade e qui riassumerò quelle più produttive e le esperienze fatte.

Premessa

Questi metodi sono tutti "puliti" ovvero niente trucchi sporchi o utilizzo di sistemi appositi che vedremo dopo. Ma intanto cerchiamo di capire:

Come funziona Instagram?

Instagram è un social network basato sulle immagini. Si postano immagini fatte col cellulare o meno.  Vediamo  di capire i dati essenziali che appaiono quando vediamo un profilo di un Instagrammer. Sappiamo quante foto ha postato, quanti e quali followers ha e quanti e quali altri Instagrammer segue (following). Per ogni foto vediamo quanti like (rappresentati dal cuoricino rosso), quanti commenti e gli hashtag usati. Pochi dati ma essenziali per capire una persona, vedremo poi perché. Ovviamente ci sono poi le foto da guardare.

Come si cercano le foto?

Le foto si cercano per interesse ovvero per hashtag. Se ad esempio cerchiamo l'hashtag #dolomiti avremmo una lista di immagini relative alle montagne. Dolomiti è infatti molto specifico. Gli hashtag #bolzano o #altoadige sono invece generalisti e troveremo immagini di vario tipo, dalle montagne ai selfie, al cibo, ecc. Detto questo la primo cosa da fare è definire:

Chi voglio essere su Instagram.

ovvero che tipo di foto voglio postare. Gli account generalisti servono a poco, sarete seguiti solo da chi vi conosce per amicizia ma difficilmente guadagnerete followers in numero elevato. Ci sono poi molte eccezzioni, vi accorgerete presto che, ad esempio, essere donna aiuta molto. Qualche foto ammiccante e i followers aumenteranno senza molti sforzi. Ci sono infatti persone che postano delle foto insignificanti intercalate da qualche foto in posa sexy e hanno un sacco di followers. Il perché fate voi. Ma queste sono eccezzioni, neppure tanto rare. Di fatto conviene trovare un proprio tema: il cibo, l'arte, la montagna, lo sport. E' importante essere "verticali" ovvero concentrarsi su un tema. Le possibilità di essere seguiti da altri con lo stesso interesse sono molto alte. Una delle prime cose che ho deciso è stata quella di scegliere foto di paesaggi e natura in particolare dell'Alto Adige e Trentino. Ho un intero sito di fotografie a cui attingere e in montagna ci vado spesso per cui il tema era quello. Secondo passo:

La scelta degli hashtag standard.

Gli hashtag sono fondamentali per essere trovati. Instagram ne ammette al massimo 30 per cui meglio sceglierli bene. Cio sono anche delle App apposite che vi danno 30 hashtag tra i più comuni. Sono in inglese e vanno bene per foto tipo fiori, cibo, cieli nuvolosi, tramonti, ecc. Nel mio caso ho fatto una scelta più locale e più "montagnosa" ovvero in linea con il mio tema primario. E' importante che gli hashtag non servono solo per descrivere la foto ma servono soprattutto per farvi trovare per quell'hashtag. Esempio banale: se faccio una foto in un piccolo paesino dell'Alto Adige che non conosce nessuno non ha molto senso sprecare un hashtag, meglio usarne uno di un paese vicino ma più conosciuto. Esempio userò: #renon #soprabolzano invece di #longostagno anche se mi trovo nel paese di Longostagno che conoscono in pochi. Nelle ultime versioni di Instagram quando digitate un hashtag vi appaiono i suggerimenti seguiti dal numero di foto con quell'hashtag. Inutile usare gli hashtag con numeri bassi. Gi hashtag di fantasia o inventati fanno sorridere #manonservonoanulla. Tra questi hashtag non devono mancare quelli di alcuni profili di reposter ovvero gente che prende foto di altri e le reposta. Un esempio è il profilo del giornale Alto Adige che seleziona le foto più belle. Hashtag #altoadigeweb Ora abbiamo il tema, gli hashtag e poi...

Come si crea il cosidetto "social engagement"?

Scopo di tutto è aumentare i followers e i like. Per farlo ci vuole tanto lavoro, potete essere il più bravo fotografo del mondo ma senza farsi notare rimarrete nel purgatorio degli sconosciuti.

Aumentare i like su Instagram

Per aumentare i like bisogna farsi notare, per farsi notare bisogna dare dei like.Per fare questo ci sono diverse tecniche. La principale è quella della:

Ricerca per hashtag

Aprite Instagram, scegliete un hashtag inerente alla vostra tipologia di immagini e cominciate a "likeare" tutte le foto che scorrono con quell'hashtag. Rimanendo sull'esempio iniziale l'hashtag #dolomiti mostra migliaia di foto di montagne. Scorretele e mettete un like e avanti così per decine, centinaia di foto. Che succederà? Chi riceve il like, diciamo l'utente @tiziocaio riceve una notifica.: "A @pincopallino piace la tua foto". (@pincopallino siete voi) @tiziocaio nella frande maggioranza dei casi cliccherà sul vostro profilo e vedrà la relativa galleria di foto, ovvero vedrà un sacco di foto di montagne. A questo punto @tiziocaio potrà semplicemente ricambiare il like su una o più delle vostre foto o nelle migliore delle ipotesi incomincerà a seguirvi. Il comportamento di @tiziocaio dipende da molti fattori in linea di massima se troverà di gradimento il vostro profilo vi seguirà. Molti ricambiano con più likes aspettando che magari siate voi a fare la prima mossa ovvero si aspettano che li seguiate prima voi. Se vi piaccino le sue foto fatelo altrimenti non siete obbligati. Un'altra tecnica per farsi dei followers è il:

Follow for follow (do ut des)

ovvero seguite qualcuno per farvi a sua volta seguire. Tecnica con molti svantaggi, nel paragrafo successivo capiremo perchè. A questo punto bisogna però parlare dei:

Tipi di Instagramer (ovvero quanto "cool" sei)

Gli utenti di Instagram si possono categorizzare in base ai numeri che li caratterizzano ovvero: numero di post, followers, following e numero di likes per immagine. E' chiaro che più followers avete più cool siete. Maggiore è il numero di followers rispetto ai following (gente che vi segue) più cool siete. Meno following avete più cool siete. Avere più following rispetto ai followers non è cool, perché presuppone che siano stati acquisiti non tanto perche le vostre foto sono belle ma solo come ricambio del follow (follow for follow). Avere migliaia di followers e pochi likes per foto vuol dire essere poco cool...e molto probabilmente i migliaia di followers sono stati acquisiti con tecniche "sporche". Il numero di post è relativo, identifica da quanto siete su Instagram e quanto attivi siete. Avere migliaia di foto e pochi followers non è cool. Considerate inoltre che avere tanti following non è consigliato perché vuole anche dire che nel vostro stream vedrete tutte le foto delle persone che seguite. Dato che queste persone le avete acquisite con la tecnica del follow for follow vuol anche dire che sono persone che vi daranno dei likes solo se lo farete anche voi per cui se volete che i vostri followers siano attivi dovrete esserlo anche voi con loro. Se non lo farete avrete tanti followers, tanti following ma pochi likes alle immagini = poca soddisfazione. La realizzazione dell'Instagramer sta nell'avere tanti followers attivi, pochi following e tanti likes e commenti per immagine. Ma non è semplice perché bisogna avere i followers giusti ovvero utenti che vi seguono perché amano le vostre foto e non pretendono il "do ut des" ovvero che siate prima voi a fare like prima di farlo loro.

Come si acquisiscono i followers ideali su Instagram?

Il follower ideale è quello che ti segue senza essere prima seguito (tipicamente ha più following che followers), che mette likes o commenta senza che prima lo facciate voi e che è molto attivo su Instagram. Per cercare il follower ideale si può: trovare una foto in linea col vostro "tema" con molti likes, guardare la lista di tutti coloro che hanno fatto like, entare nel profilo di ognuna di queste persone e dare un like ad una loro foto. Date il like solo a chi ha più following che followers e a chi ha delle foto in linea col vostro "tema". Non date più di un like, se date più like a più foto dall'altra parte l'utente si chiederà: "perché non mi segui se ti piacciono così tanto le mie foto". Un like è sufficiente, è un modo per farsi conoscere, per farsi notare. Non date il like a foto con troppi likes (oltre 40/50) perché chi riceve tantissimi likes non va più a vedere le singole persone che hanno fatto like. L'utente di questo tipo e che ha ricevuto il vostro like verrà a vedere il vostro profilo, sicuramente vi contraccambierà con altri likes e molto probabilmente inizierà a seguirvi. Il follower ideale si cerca anche "frugando" tra i followers di profili simili al vostro, oppure di accounte generici che trattano una determinata tematica. Spesso e volentieri vi troverete di fronte a foto non eccelse. Non abbiate la puzza sotto il naso. Anche se siete bravi a fotografare non significa che dobbiate fare likes solo alle foto di National Geographic. Il like è, come dicevo prima, un gesto di simpatia, una specie di pacca sulla spalla un modo per attirare l'attenzione. Poi vi capiterà anche di trovare qualcuno da seguire che ha delle foto che vi interessano, in tal caso fatelo. Gli utenti che seguite vanno però "seguiti". E' importante:

Mantenere e curare i propri following

Avere pochi following, cioè persone che seguite, vi permette di seguirli al meglio. Se seguite delle persone solo per farvi seguire finirete con l'avere migliaia di seguaci e altrettanti, forse più, persone da seguire. Ma se seguite qualcuno dovete anche guardare le sue foto e dare dei likes o commenti. 2/300 following sono un numero già notevole di persone da seguire. Calcolando che se solo la metà posta una foto al giorno, almeno 100/150 like al giorno dovete darli.

I profili di repost

Esistono profili che non postano foto proprie ma vivono di foto altrui, dandone il giusto credito. Sono tendenzialmente tematici e seguirne alcuni vi permette di acquisire nuovi followers andando a spulciare la lista delle persone che mettono likes alle foto. Questi profili utilizzano hashtag personalizzati come ad esempio #altoadigeweb o #tdv (Trentino da Vivere). Usandoli e facendo una foto (bella) in tema avrete la possibilità di essere repostati da questi profili. Dato che esistono profili di repost per ogni genere e categoria di foto, cercando tra gli hashtag e avendo delle foto belle non è difficile farvi repostare. Per esperienza ho visto che però questo non vi porta molti followers in più ma vi permette di trovare profili in tema con la vostra galleria.

Frequenza dei post

Contrariamente a quanto si possa credere non è importante postare tanto, anzi può essere controproducente. Un post al giorno o ogni due giorni può essere sufficiente. Da evitare i post ripetiviti ovvero 3/4 o più foto una dietro l'altra. Anche se andate in un posto fantastico (tipo Lago di Braies) scattate quante foto volete, poi sceglietene una e postatela. Le altre tenetele per altri momenti di "magra". Postare troppo significa intasare lo stream di chi vi segue con il rischio che qualcuno smetta di seguirvi (unfollow).

Riassumendo ecco i punti principali per un profilo di successo su Instagram

  • postare foto di qualità
  • scegliere un tema
  • postare una foto al giorno o ogni due giorni
  • postate la sera dopocena
  • scegliere gli hashtag giusti
  • seguire pochi profili ma buoni
  • scorrete le immagini per hashtag e date i vostri like...tanti like...tantissimi like. Vi accorgerete che più like date più le persone cominceranno a seguirvi.
  • cercate profili coerenti al vostro tema e guardate i profili delle persone che fanno like a quelle foto. Se hanno più following che followers e pochi likes, date un like ad una foto loro (se coerente col tema), vedrete che molti vi seguiranno.
  • non fate il follow for follow ovvero non seguite per essere seguiti, avrete solo seguaci che saranno attivi se lo siete voi (do ut des) e il tutto diventa molto impegnativo.
  • non comprate followers o likes, funziona solo per il primo momento poi vi troverete con tanti followers passivi.

Ricordate che Instagram è un social network e bisogna essere "social". Potreste fare le più belle foto del mondo ma se non vi fate notare non avrete grande successo. Ovviamente questa non è una guida né perfetta né assoluta ma il semplice frutto della mia esperienza personale su Instagram. Qualche tecnica che spero possa tornarvi utile per aumentare i followers su Instagram.

Se vi è piaciuta non dimenticate di seguirmi su Instagram ! :-)

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Da quando su Instagram è possibile fare pubblicità diretta se ne vedono delle belle. L'attenzione in particolare è caduta sul messaggio sponsorizzato di McDonalds Italia. McDonalds la multinazionale certo, mica una azienda piccola. Si suppone ci sia dietro una agenzia che segue il social advertising eppure in questo caso il messaggio è stato completamente sbagliato a mio modesto parere.

Innanzitutto siamo su Instagram, piattaforma dedicata al dialogo per immagini.

Su Instagram, è proprio il caso di dirlo, l'immagine è tutto. Chi frequenta questo social network lo fa perché ama la fotografia, le belle immagini e comunque l'aspetto visuale.

Questa l'immagine usata da McDonalds:

E' evidente che non è una bella foto. E' pure contraria a quello che secondo me è il principio primo da rispettare facendo pubblicità sui social, ovvero non autocelebrarsi.

Il risultato è stato evidente. Al di la dell'elevato numero di likes, frutto sicuramente di un investimento notevole, i commenti non lasciano dubbi sul feedback del pubblico.

Centinaia di commenti negativi per non dire di peggio. Ne riporto sotto alcune schermate.

Che dire? Se la sono cercata. L'errore in questo caso è doppio:

1) aver sbagliato immagine

2) autocelebrarsi, soprattutto quando non si ha proprio una buona reputazione nel settore food

Per portare un buon esempio Falconeri si approccia a Intagram con un messaggio decisamente azzeccato:

come dimostra anche il commento di @trudiale89 che è assolutamente condivisibile.

Qui sotto invece i commenti negativi sulla pubblicità di @mcdonaldsitalia

Oscar Wilde scrisse: Non importa che se ne parli bene o male, l'importante è che se ne parli.

Ma ai tempi di Wilde non c'erano i social network

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cookie-law

Cookie law in breve

Della cookie law abbiamo parlato più volte, qui e qui.

Facendo un piccolo riassunto ricordiamo che i cookies sono dei piccoli "appunti" che vengono memorizzati nel browser per ricordare elementi relativi alla navigazione sul sito.

La legge distingue tra cookies tecnici, di profilazione e terze parti. I cookies tecnici sono quelli che servono per navigare correttamente su un sito, come ad esempio la scelta della lingua, il carrello, ecc.

I cookies di profilazione sono quelli che ricordano le scelte fatte da un utente e servono per funzionalità marketing. Quante volte, ad esempio, vi sarà capitato di cercare qualche prodotto su Google e poi ritrovare il banner della stessa tipologia di prodotti su un altro sito.

La legge prevede che per i primi sia necessario il consenso informato mentre per i secondi ed i terzi è necessario il consenso esplicito. Non possono, cioè, essere installati priva di aver espresso il consenso.

Dal 2 giugno 2015 la legge diventa operativa per cui si rende necessario adeguare i proprio siti per coloro che non lo hanno ancora fatto.

Le sanzioni possono essere molto pesanti.

 

In pratica cosa fare

Ma vediamo in pratica cosa è necessario fare nei casi più comuni, che nel nostro caso corrispondono alle casistiche dei nostri clienti:

Per coloro che hanno un sito statico senza l'uso di Google Analytics: nulla in quanto non vegono installati cookies.

Per coloro che hanno un sito gestito da un CMS con l'uso di Google Analytics*: è necessario fornire l'informativa sull'uso dei cookies.

Per coloro che hanno i pulsanti di terze parti come Facebook like, Twitter,  G+, Youtube, Vimeo, Issuu, ecc. è necessario avere il consenso dell'utente prima di installare i cookies.

*Relativamente a Google Analytics non è ancora ben chiaro se la legge lo consideri tecnico o terze parti in quanto è entrambi. Il problema si può risolvere anonimizzando il cookie di analytics oppure ricorrendo ad un sistema statistico sul proprio server.

 

I costi

Nella maggior parte dei casi possono essere sufficienti un paio d'ore di intervento per applicare sul proprio sito la semplice informativa generica qualora non si usino cookie di terze parti.

Diventa più complesso qualora ci siano cookies di terze parti che necessitano di consenso esplicito.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. per un preventivo dettagliato in base al vostro sito.

 

 

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In collaborazione con DigitalHabits eravamo presenti alla Milano Design Week presso Superstudio Più nel Fuorisalone in Zona Tortona.

DigitalHabits è una azienda molto innovativa che progetta e produce oggetti tecnologici con un design molto particolare.

Tra le novità presentate da DigitalHabits al salone 2015 c'è Cromatica, un monolite bianco che cela una lampada led multicolore e un altoparlante Bluetooth.

Cromatica può essere gestita come altoparlante remoto dal proprio smartphone (iOS o Android). Anche la luce di Cromatica può essere comandata da una apposita App scegliendo così il colore o l'effetto desiderato.

La collaborazione con pixxelfactory riguarda la realizzazione di una App di fiabe per bambini. Al variare degli eventi della storia varia il colore della lampada creando così dei particolari effetti scenici. In questo modo la lettura della fiaba viene accompagnata da diverse tonalità di colore.

Un progetto innovativo che ha ottenuto molto interesse durante il Salone.

La App, al momento in fase di beta testing, sarà disponibile a breve su App Store e per Android su Google Play.

 

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mobilegeddon

Abbiamo già parlato di responsive design ed è notizia di questi giorni, anche se nell'ambiente giravano da un po' le voci, che Google ha modificato il proprio algoritmo di ricerca per privilegiare i siti internet ottimizzati per i dispositivi mobili.

Già da diversi mesi era possibile verifiare nei risultati di ricerca quali siti erano ottimizzati per mobile. Facendo una ricerca su Google tramite lo smartphone nella lista dei risultati organici appare l'indicazione "mobile-friendly" che sta ad indicare che il sito è ottimizzato. Cosa si intenda per ottimizzato è spiegato da Google stessa in questa pagina, fornendo anche utili e semplici consigli. Google ha anche messo a disposizione un tool online per verificare l'ottimizzazione del proprio sito.

Mobilegeddon è la parola che è stata coniata per questo evento, mixando, un po' esageratamente, le parole Mobile e Armageddon. Non sarà proprio una battaglia finale ma è un evento molto importante per il SEO ed in particolare per la SERP.

Quest'ultima, ovvero la lista dei risultati dei motori di ricerca, sarà influenzata anche dall'ottimizzazione mobile.

C'è da chiarire però che bisogna distinguere tra risultati per mobile, risultati per tablet e risultati desktop. Gli unici ad essere influenzati saranno i risultati di ricerca per mobile. In poche parole solo facendo una ricerca sullo smarphone verranno privilegiati i siti "mobile-friendly". Ricerche su tablet e desktop rimarranno invariate.

Da un lato è comprensibile. Quando cerchiamo qualcosa sullo smartphone, date le dimensioni del display, è anche giusto privilegiare siti ottimizzati.

Va inoltre chiarito che i siti non ottimizzati non spariranno dalla SERP, saranno semplicemente retrocessi. Di quanto non è dato sapere. Nessun pericolo neppure i nomi propri delle aziende. Molti utenti invece di digitare l'indirizzo web nella barra degli indirizzi, es. "www.aziendaXYZ.it", digitano "aziendaXYZ" direttamente su Google. L'azienda verrà trovata comunque anche se il sito non è mobile-friendly.

Concludendo l'ottimizzazione per mobile, sarà solo uno dei tanti parametri che compongono l'algoritmo di Google. Certo è che le visite da mobile aumentano in percentuali rilevanti di mese in mese.

Consigliamo di analizzare le statistiche per verificare quale è la percentuale di visite da mobile del proprio sito e in base ai numeri agire di conseguenza. A seconda del settore la percentuale di accessi da mobile può variare attualmente  dal 10 al 40%  ma certo è che in futuro aumenterà notevolmente.

 

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responsive design

Cosa sia il responsive design è ormai noto a tutti. Si tratta di una tecnica di programmazione delle pagine web che permette l'adattamento dei contenti di un sito ai diversi media come PC, tablet e smartphones.

La percentuale dei visitatori di un sito relativa agli utenti tablet e smartphones è, a seconda del sito, del 40% in rapido aumento.

Questo significa che se il sito non è ottimizzato per questi media il navigatore farà più fatica a navigare all'interno del sito. In particolare menu e dimensione dei caratteri non saranno ottimizzati e risulteranno difficili da utilizzare i primi e da leggere i secondi.

Fino a qualche anno fa si ricorreva ad un secondo layout soprattutto per i palmari che offrono una minore area di visualizzazione. Questa soluzione, tuttavia, offre più svantaggi che vantaggi in quanto il sito va concepito in maniera doppia con conseguente aumento di costi, possibilità di discrepanze, ecc.

I browser di ultima generazione, grazie dall'adozione dei nuovi standard html e css, permettono l'utilizzo di nuove tecniche di programmazione e da qui nasce il design responsivo o responsive design.

Come già dice il nome è un modo di disegnare la pagina web che "risponde" alle dimensioni dello schermo. Si parla infatti di breakpoints, ovvero di dimensioni in cui il layout varia la sua struttura.

 

Per capire come funzionano i breakpoints e il responsive design basta ridimensionare il browser. Non fatelo su questo che al momento non è (ancora) responsive ma fatelo ad esempio qui.

Ridimensionando si nota come esistano dei momenti, definiti dalla larghezza in pixel, in cui accade qualcosa al design della pagina.

Qui entrano in gioco altri tre termini: fisso, fluido o elastico. Questi termini fanno riferimento al modo in cui i cambiamenti avvengono tra un breakpoint e l'altro.

Responsive fisso

Il modo fisso indica che vi è un passaggio netto tra un layout e l'altro. Hanno il vantaggio di essere più semplici (economici) da concepire. Lo svantaggio principale è che andrebbero concepiti troppi "step" dal momento che i dispositivi oggi sono tanti e dimensioni molto diverse. Ci sono difatti i PC standard, i PC con il monitor molto grande, i portatili con il monitor medio, i Netbook, i tablet normali in orientamento verticale e orizzontale, i tablet mini in orientamento verticale e orizzontale ed infine gli smartphones in orientamento verticale e orizzontale le cui dimensioni variano a seconda del modello.

In poche parole il modo fisso per essere completamente responsive dovrebbe prevedere troppi breakpoints.

Responsive fluido

Il modo fluido o liquido è quello che permette di variare costantemente la dimensione degli oggetti del layout per adattarsi al media. Il vantaggio principale è che permette lo sfruttamento migliore delle varie dimensioni di schermo mentre lo svantaggio è che non permette un elevato controllo del contenuto grafico. I grafici abituati tradizionalmente a lavorare con dimensioni fisse fanno fatica a concepire il concetto di fluido ovvero di larghezza variabile. E' altresì difficile mostrare al cliente l'effetto finale sui vari dispositivi.

Responsive elastico

Il modo elastico nella pratica è molto simile al fluido. Variano sostanzialmente le modalità tecniche con cui le misure degli elementi vengono prese. Il modo fisso ragiona a pixel, quello fluido in percentuale mentre quello elastico ad "em". "Em" è una unità di misura basata sulla dimensione dei font. Tutte le misure diventano pertanto proporzionate alla dimensione del font. Molto complesso da gestire dovrebbe in teoria riunire i vantaggi dei due modi precedenti. In realtà la sua complessità lo rende molto difficile da implementare correttamente.

Il migliore?

Non esiste il modo migliore ma normalmente si usa fare un saggio "cocktail" (o compromesso) di tecnologie che permettano di ottenere un buon responsive in funzione delle esigenze e delle disponibilità del cliente.

Il modo fluido con un mirato utilizzo dei breakpoints più comuni è quello che meglio permette un rapporto di costi/benefici.

Passare a responsive design dal sito attuale

Per la maggior parte dei clienti che usano già un cms, come Joomla, passare a un design responsive è possibile senza dover rifare tutto il sito. Grazie alla struttura separata tra i dati e template ovvero la parte grafica, è possibile mantenere il sistema esistente, magari aggiornandolo all'ultima versione, rifacendo il design del sito. Questo comporta un notevole risparmio di tempo in quanto i contenuti possono rimanere gli stessi e non vanno reinseriti.

 

 

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tramite-spam-2

Uno dei problemi più comuni nella spedizione delle newsletter è che finisca nella cartella SPAM ovvero che venga considerato come posta indesiderata.

Questo succede abbastanza di frequente in particolare per un motivo semplice e sensato.

Cerchiamo di capire come.

I sistemi antispam per essere efficaci effettuano dei controlli sul testo e molti altri parametri tra cui la provenienza della newsletter mail stessa, ovvero quale server ha spedito quella email. Gli spammers usano server di spedizione (SMTP) con bassa reputazione oppure sfruttano buchi di server affidabili.

Molta gente per spedire newsletter si appoggia a grossi centri di spedizione che offrono servizi a molti utenti, non tutti affidabili.

In pratica la newsletter, usando servizi di terzi, viene spedita da un server che è diverso da quello che spedisce la nostra posta normalmente. I sistemi antispam verificano questo dato e se il server di spedizione non è conforme a certe regole penalizza la nostra newsletter aumentando la possibilità che finisca nella cartella SPAM.

Questo fatto si può verificare tramite alcuni client di posta o anche con la versione webmail di Gmail.

Gmail infatti indica il mittente e anche il tramite dela spedizione come si vede nell'immagine sottostante.

oppure

Cosa fare per evitare questo?

Per autorizzare un server di terze parti a spedire la posta per conto del proprio dominio bisogna aggiungere nel DNS due record specifici ovvero l'SPF e il DKIM.

Senza entrare nel dettaglio tecnico su cosa sono, basti dire che i due record garantiscono la provenienza del messaggio sulla base del dominio.

I dati dei record devono essere forniti dal servizio di terze parti che spedisce la newsletter e devono essere fatti aggiungere da chi gestisce il DNS del proprio dominio.

Normalmente è una operazione che noi di pixxelfactory facciamo automaticamente con il nostro servizio di newsletter marketing garantendo così ai nostri clienti le migliori condizioni per la spedizione.

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newsletter

La newsletter è di gran lunga lo strumento più longevo per comunicare via web. C'è chi la da per morta e chi la porta sul palmo della mano. Senza cadere negli eccessi possiamo tranquillamente affermare che se usata correttamente la newsletter è un mezzo marketing molto potente.

Un aspetto che spesso viene trascurato è la frequenza di invio. Chi troppo e chi niente. La via di mezzo è difficile da trovare in quanto il range di tempo può essere molto vasto.

Avendo molti clienti che utilizzano il nostro sistema di gestione e spedizione newsletter, con una media molto elevata di spedizoni mensili, riesco a farmi una idea piuttosto buona delle casistiche di impiego dello strumento newsletter.

Innanzitutto bisogna distinguere la tipologia di newsletter. Ci sono newsletter collegate ad eventi temporali come scadenze, eventi, offerte ecc. In tal caso una frequenza alta è necessaria e ammessa proprio perché il tema della newsletter lo richiede. Sapere di un determinato evento solo pochi giorni prima può essere controproducente e danneggiare l'immagine dell'azienda. In tal caso la frequenza può arrivare ad essere anche giornaliera purché sia realmente legata ad eventi reali.

Ci sono poi le newsletter informative, le più diffuse, che raccontano di eventi futuri o passati ma non molto frequenti. Spedire una newsletter un paio di volte al mese può essere una buona regola e permette di inserire tra i contenuti sia eventi futuri che nuovi prodotti/servizi.

L'ultima macrocategoria sono le newsletter di puro branding che possono avere una cadenza molto più ampia.

Detto questo vien da se che ogni newsletter contiene un po' di tutti questi elementi. E' difficile dire un numero esatto in base a dei parametri perché questi sono troppo numerosi. Per capire meglio bisogna pensare alla newsletter come ad un rapporto tradizionale con i propri clienti. Ogni buon venditore sa ogni quanto è necessario contattare il proprio cliente con una telefonata o facendogli visita. Ma qui entra in gioco il fattore umano perché con ogni cliente si instaura un rapporto diverso. Grazie ad un contatto umano riusciamo a capire dal tono se i nostri contatti sono troppi o troppo pochi...quantomeno un bravo venditore ha questa percezione.

Purtroppo la newsletter offre all'utente la possibilità di disinscriversi con un solo clic e questa azione è senza appello. Per cui una volta perso il contatto non ho più possibilità di riallacciarlo. E' assolutamete raro che un utente si iscriva ancora e se gli inviamo una newsletter dopo che si è cancellato rischiamo solo di farlo arrabbiare.

Mancando una regola certa per la frequenza di invio si usano altri parametri che ci possono aiutare a far capire come ottimizzare l'invio stesso.

Innanzitutto stabilizzare la frequenza. Questa deve essere quanto più possibile periodica e costante: una volta a settimana, due volte al mese, una volta al mese, 1 volta al trimestre, 4 all'anno. Evitando gli estremi, ovvero più di una a settimana e meno di 1 ogni 4 mesi.

E' comunque statisticamente provato che maggiore è la frequenza, maggiore è il numero di possibilità di lettura.

Il cliente si abituerà a questa frequenza e la percepirà come un segno positivo. Fare una newsletter richiede tempo e risorse. Riceverla costantemente significa che l'azienda dedica tempo e risorse ai propri clienti, dunque è un segno estremamente positivo.

La frequenza può cambiare ma senza mai eccedere e non di continuo. Sospendere d'estate può non essere un buon segno. Può significare che ci si sta prendendo un periodo di pausa troppo lungo.

Comunicare significa dedicare del tempo. Non basta comunicare e basta. Il contenuto deve essere prioritario. Spedire una newsletter con contenuti poco interessanti giusto per spedirla è sicuramente negativo. Se non si ha il giusto tempo da dedicare meglio diminuire la frequenza.

E' credenza comune che una newsletter si prepari in pochi minuti. In realtà non è così. Vanno scelti i contenuti, create eventualmente delle landing pages, scelte le foto, ecc. il tutto con una strategia predefinita. Poi, se il caso lo richiede, vanno tradotti i testi per inviare ovviamente i contenuti in lingua corretta ai diversi utenti suddivisi per lingua. A differenza di un sito la newsletter non si apre in funzione della lingua del proprio programma per cui bisogna essere accorti e crearsi delle liste di spedizione divise per lingua.

L'ultimo punto riguarda l'esperienza. Grazie alle metriche di lettura possiamo capire alcune cose: quanti leggono la newsletter, quanti cliccano e quanti si cancellano.

E' buon norma utilizzare la newsletter come uno strumento che generi click al sito. Pertanto il testo dovrebbe essere scritto in modo tale che inviti a cliccare. E' solo grazie al click che riesco a capire se sono riusciti ad interessare il lettore o meno. Se scrivo tutto nella newsletter rischio solo di infastidire l'utente per il troppo testo. E' un po' come se gli imponessi di prendersi del tempo per leggermi. L'ideale è incuriosirlo per invitarlo a cliccare ed approfondire qualora sia interessato. In questo modo grazie alla statistica del click riuscirò anche a capire se la mia newsletter ha avuto l'effetto voluto o meno.

Dall'altra parte se l'utente si cancella significa che la mia newsletter non è desiderata e sicuramente ho fallito l'obiettivo della mia comunicazione.

Riassumendo possiamo dire che:

  • la newsletter è uno strumento di comunicazione e va gestita con impegno e professionalità
  • il contenuto è fondamentale e deve essere utile per l'utente
  • l'obiettivo è generare visite al sito mediante i click contenuti nella newsletter
  • la frequenza va definita e mantenuta
  • grazie alle metriche devo poter nel tempo adattarmi alle situazioni

Ci sono poi casi specifici che possono rompere tutte le regole. Dipende sia dal tipo di azienda che dalle scelte dettate dal marketing. In fondo c'è chi riesce a vendere frigoriferi agli eschimesi!

Buona newsletter a tutti!

 

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Liberi e selvaggi

Pixxelfactory ha realizzato la programmazione e curato la fornitura di 8 stazioni multimediali con touch screen per la mostra temporanea "Liberi e selvaggi" del fotografo Florian Schulz presso il Museo di Scienze Naturali di Bolzano. Clicca qui per i dettagli.

La mostra durerà un anno e le 8 stazioni touchscreen rappresentano, insieme alle splendide fotografie di Schulz, il contenuto principale della mostra.

L'allestimento e la progettazione della mostra sono stati curati da Lupe, officina creativa con la quale pixxelfactory collabora da molti anni.

Le 8 stazioni touch screen multimediali contengono un libro virtuale di 66 pagine per 4 lingue da sfogliare godendo delle splendide immagini di Florian Schulz e corredate da spiegazioni dettagliate così come mappe e dati tecnici.

Nelle foto che seguono alcuni dettagli della mostra e dei momenti dell'inaugurazione.

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filemaker-printf

Ho sviluppato una soluzione per stampare direttamente dal proprio programma in Filemaker Pro uno scontrino fiscale su una cassa RCH Print!F in rete.

La cassa RCH Print!F è un piccolo e compatto registratore di cassa. E' dotata di collegamento Ethernet e opzionalmente anche WiFi. La novità è il Webservice integrato nel firmware che mi ha permesso di collegare e far dialogare la cassa direttamente con la mia soluzione in Filemaker Pro. RCH non ha driver per Mac ma solo per Windows e Unix (da ricompilare) e il Webservice mi ha permesso il collegamento.

Su Filemaker Pro ho utilizzato l'ottimo plugin della tedesca Monkeybread Software che aggunge a FM le funzioni di CURL.

In questo modo da qualsiasi Mac in rete con Filemaker è possibile generare lo scontrino fiscale e volendo, grazie alle funzioni del Webservice RCH, gestire in toto la cassa.

Una bella soluzione per permettere anche a chi usa una soluzione Filemaker pro di interfacciare direttamente una cassa per la stampa di scontrini fiscali sia in ambiente Mac OSX oppure Windows.


Per la realizzazione di un programma personalizzato con Filemaker Pro sia in ambiente Mac OSX che Windows non esitate a contattarmi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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SIAE Logo

Dal 7 luglio 2014 sono aumentate le tariffe del cosiddetto "equo compenso" SIAE.

Dal momento che trattiamo anche la vendita di chiavette USB personalizzate questo comporta un aumento dei prezzi.

Ecco la tabella dei nuovi importi per i supporti USB

Dimensione in GB - Vecchia tariffa a GB - Nuova tariffa a GB
1 0,1 0,1
2 0,2 0,2
4 0,36 0,4
8 0,72 0,8
16 1,44 1,6
32 2,88

3,2

Invariate le tariffe per 1 e 2 GB, ma sono tagli che non si usano quasi più, mentre notevole l'aumento per gli altri tagli. Apparentemente sono pochi centesimi ma su 100 chiavette USB da 8 GB, il taglio standard, l'importo di solo equo compenso è di 80 euro. L'aumento è dell'11%.

Link: Tutte le nuove tariffe dal sito SIAE

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foto-1

Nonostante l'immancabile pioggia di questa non-estate si è svolta e conclusa molto positivamente la Rosengarten Festa, evento del quartiere Dodiciville di Bolzano, organizzata da Franzmagazine.

Noi di pixxelfactory abbiamo partecipato con un i.Point presentando un progetto di valorizzazione del quartiere che parte dalla valorizzazione della presenza web delle attività commerciali. Passare dal web globale per essere trovati innanzitutto da chi abita nel quartiere e ovviamente non solo. Qui una descrizione più dettagliata del progetto.

Rosenfinder il nome del progetto che in forma di beta è possibile testare a qui.

Dai diversi contatti avuti durante la serata il progetto è piaciuto molto e ha destato l'interesse di diverse attività del quartiere.

Ora insieme a franzmagazine si lavorerà per dargli una forma e un contenuto che sia meno progettuale e più operativo.

Rosenfinder...sono rose che fioririanno! :-)

Alcune foto del nostro stand...in attesa di foto ufficiali!

 

 

 

 

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Rosengarten Festa

Rosenfinder
creatività e tecnica del web-copywriting | Kreativität und Technik des Web-Copywriting

Invito | Einladung

6.9.2014
from 18:00 to 24:00
via Catinaccio | Rosengarten-Str, Bolzano | Bozen

Rosenfinder è un progetto web a cui sarà dedicato un I.Point alla Rosengarten Festa, la festa del quartiere creativo di Dodiciville.

Rosenfinder ist ein Webprojekt, welches auf der Rosengarten Festa des kreativen Viertels Zwölfmargrein, einen I.Point besitzt.

Esserci ed essere trovati. Una mappa, un mondo virtuale, un mondo reale. I luoghi del quartiere, e l'universo dei tag e del SEO.

Finden und gefunden werden. Eine Karte, eine virtuelle Welt, eine reale Welt. Die Punkte des Viertels und die Welt der Tags und des SEO.

Vieni a trovarci a| Besuche uns auf der

Rosengarten Festa - Apparizioni Erscheinungen.

Franzmagazine: Rosengarten Festa

#seo #keywords #copywriting

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apioggia

E' stato convertito in legge il decreto CULT - TURISMO che tra le tante cose prevede anche agevolazioni fiscali per le strutture turistico-alberghiere sotto forma di crediti di imposta fino al 30% della spesa.

Sono spese agevolabili:

  • impianti wi-fi;
  • siti web ottimizzati per il sistema mobile;
  • programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti purché in grado di garantire gli standard di interoperabilità necessari all'integrazione con siti e portali di promozione pubblici e privati e di favorire l'integrazione fra servizi ricettivi ed extra-ricettivi.;
  • spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione di servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme informatiche specializzate, anche gestite da tour operator e agenzie di viaggio;
  • servizi di consulenza per la comunicazione e il marketing digitale;
  • strumenti per la promozione digitale di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone disabili;
  • servizi relativi alla formazione del titolare o del personale dipendente, finalizzati alle attivita di cui sopra.

Il periodo di riferimento per la spesa è il triennio 14-15-16 con un importo massimo di credito di 12.500 €.


Per maggiori info...contattate il vostro commercialista! :-)

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cookie

Cosa è un cookie?

Un cookie è un piccolo file di testo che memorizzato nel browser (Firefox, Safari, Explorer, Chrome, ecc.) quando si visita un sito web.

 

A cosa serve un cookie?

Un cookie contiene informazioni relative all’utente che naviga nel sito come ad esempio la lingua scelta, il percorso di navigazione, l’aver già visitato il sito o meno.

 

Ci sono cookie buoni e cookie cattivi?

Non è corretto parlare di cookie buoni o cattivi quanto di cookie funzionali (tecnici) e di profilazione.
I cookie funzionali servono per permettere le corrette e sicure funzionalità di un sito.
Quelli di profilazione servono per scoprire dettagli e preferenze di un utente.

Un esempio di cookie funzionale o tecnico:
la scelta della lingua fatta in un sito

Un esempio di un cookie di profilazione:
cerco su un sito di online shop un prodotto e il sito mi memorizza il cookie con il tipo di prodotto cercato. Successivamente vado su un altro sito che ospita dei banner e mi viene visualizzato il banner con il prodotto precedentemente cercato.

 

Esiste una legge riguardo l’uso dei cookie?

Esiste una direttiva europea cosidetta E-Privacy (2002/58/CE) modificata con la direttiva 2009/136 che regolamenta l’uso delle informazioni memorizzate sul terminale (computer, tablet, telefono,ecc) dell’utente e dunque anche i cookies.
In Italia  l’8 maggio 2014 è stato pubblicata sulla GU il provvedimento “Individuazione delle modalità semplificate per l'informativa e l'acquisizione del consenso per l'uso dei cookie” che contiene tutte le norme specifiche stabilite dal garante privacy. Leggi qui

 

Cosa dice la direttiva italiana?

Distingue due macro categorie di cookie:
Cookie tecnici e cookie di profilazione. Vedi punti precedenti.
Per i cookie tecnici NON è richiesto il consenso preventivo ma solo l’informativa.
Per i cookie di profilazione E’ richiesto che l’utente esprima il proprio consenso dopo essere stato informato.

 

Cosa ha stabilito il Garante relativamente ai cookie di profilazione?

[tratto da qui]
Per proteggere la privacy degli utenti e consentire loro scelte più consapevoli, il Garante ha dunque stabilito che, d'ora in poi  quando si accede alla home page o ad un'altra pagina di un sito web deve immediatamente comparire un banner ben visibile, in cui sia indicato chiaramente:
1) che il sito utilizza cookie di profilazione per inviare messaggi pubblicitari mirati;
2) che il sito consente anche l'invio di cookie di "terze parti", ossia di cookie installati da un sito diverso tramite il sito che si sta visitando;
3) un link a una informativa più ampia, con le  indicazioni sull'uso dei cookie inviati dal sito, dove è possibile negare il consenso alla loro installazione direttamente  o collegandosi ai vari siti nel caso dei cookie di "terze parti";
4) l'indicazione che proseguendo nella navigazione (ad es., accedendo ad un'altra area del sito o selezionando un'immagine o un link)  si presta il consenso all'uso dei cookie.
Per quanto riguarda l'obbligo di tener traccia del consenso dell'utente, al gestore del sito è consentito utilizzare un cookie tecnico, in modo tale da non riproporre l'informativa breve alla seconda visita dell'utente.
L'utente mantiene, comunque, la possibilità di modificare le proprie scelte sui cookie attraverso l'informativa estesa, che deve essere linkabile da ogni pagina del sito.

 

Cosa bisogna fare per un sito aziendale che NON contiene cookies di profilazione?

Semplicemente informare l’utente che il sito utilizza cookies tecnici per le finalità della sola navigazione sul sito e per uso statistico.
Recita la direttiva tratta da qui:
Il nuovo art. 122 (comma 1) prevede oggi, viceversa, che i cookie "tecnici" possano essere utilizzati anche in assenza del consenso, ferma restando naturalmente l'informativa.

Si deduce, come tutte le leggi e normative qui siamo nell’ambito dell’interpretazione, che per i cookie tecnici sia sufficiente un link sul sito che informi l’utente di quanti e quali cookie, come questo esempi qui.

Un esempio è il pupup dal basso che appare in questo sito.

 

Cosa bisogna fare se il sito contiene cookies di profilazione?

Per i cookie di profilazione invece le cose sono molto più complesse in quanto va previsto un popup persistente, una possibilità di disattivare i cookie e una informativa più completa.

Il garante specifica in una nota le modalità indicando anche un esempio grafico.

 

Sono previste sanzioni?

Si e abbastanza salate a seconda dei casi:
dai 6 a 36 mila euro per omessa informativa
dai 10 ai 120 mila euro per installazione di cookie senza consenso
da 20 a 120 mila euro per mancata notifica al garante. La direttiva prevede infatti anche una notifica del garante - punto molto oscuro

 

Tempi di adeguamento

Fortunatamente c’è un anno di tempo per adeguarsi dalla data di pubblicazione pertanto fino all’2 giungo 2015. Nel frattempo si spera che giungano ulteriori specifiche.

 

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facebok-win

Aumentare i  fans della propria pagina Facebook è l'obiettivo di molte aziende che si affacciano per la prima volta sulla nota piattaforma di social network. Confidando che il "fai da te" sia la soluzione migliore si lanciano in attività di marketing non sempre corrette e legali come improvvisare concorsi ed estrazioni. L'esempio più classico è dire ai propri fans: cliccate la pagina e condividete questo post. Il giorno X estrarremo a sorte tra tutti coloro che lo hanno fatto un buono o un premio.

Facendo così, spesso inconsapevolmente, si ricade nella legge che regolamenta i concorsi a premio e che è molto complessa: Decreto del Presidente della Repubblica numero 430 del 26 ottobre 2001, entrato in vigore in aprile 2002.

L'esempio sopra riportato è infatti un vero e proprio concorso a premio ovvero una manifestazione pubblicitarie in cui non tutti ma solo alcuni partecipanti ricevono un premio. L'assegnazione dipende di norma dalla fortuna, dalla sorte, dalla capacità di effettuare pronostici, dall'abilità o bravura.

La legge prevede che almeno 15 giorni prima dell'inizio del concorso è da inviare una comunicazione in forma digitale al Ministero dello sviluppo economico su un proprio modulo. Oltre alla comunicazione devono essere allegati i file firmati digitalmente del regolamento della manifestazione e dell'attestazione della cauzione versata (la cauzione deve essere nella misura del 100% del valore dei premi messi in palio, Iva esclusa). Il regolamento del concorso deve essere reso disponibile, a cura dell'impresa promotrice, a tutti gli interessati. Per concorsi a premio su internet o che si svolgono attraverso l'utilizzo di macchine o congegni tecnici, anche solo nella fase della individuazione dei vincitori, il promotore deve fornirsi di una dichiarazione del produttore del sistema/macchina utilizzato che garantisca l'assoluta casualità nell'individuazione dei vincitori e che attesti la sua non manomettibilità.

L'individuazione del vincitore (sia esso per estrazione, sorteggio, o attraverso l'accertamento di abilità o capacità) deve svolgersi - a seconda della scelta dell'organizzatore - sotto la vigilanza di un Notaio o del Responsabile della tutela del consumatore e della fede pubblica, o un suo delegato, territorialmente competente presso la Camera di commercio.

Vedi anche la pagina della Camera di Commercio di Bolzano.

Il tutto ovviamente ha dei costi, sia in termini di tempo per svolgere tutte le varie burocrazie che in termini di costi per bolli, fideiussioni, ecc. Le varie procedure sono spiegate sul sito del Ministero.

Va redatto un regolamento e vanno prese tutte le precauzioni informatiche per garantire la correttezza del gioco stesso.

Al di la dell'aspetto burocratico è anche corretto che il consumatore sia giustamente tutelato. Dire che i partecipanti sono coloro che condividono o cliccano "mi piace" sulla pagina non è certamente un modo corretto. In pratica non è data nessuna garanzia di uguali possibilità per tutti. E' inoltre impossiible determinare quanti realmente hanno cliccato mi piace  o condiviso per via delle impostazioni della privacy. Esistono su Facebook delle App apposite per organizzare concorsi che però sono comunque illegali anche se si facessero tutte le procedure burocratiche dato che la legge prevede che il server dove si svolge il gioco sia in Italia!

L'unica "scappatoia" è quella di offrire in premio regali del valore reale di un euro...opzione che diventa però poco allettante.

Proprio recentemente un nostro cliente ha improvvisato un concorso su Facebook e grazie al nostro pronto intervento lo ha sospeso immediatamente e ha regalato un buono sconto a tutti coloro che hanno partecipato per scusarsi.

Le multe sono infatti anche molto salate: dai 50.000 ai 500.000 mila euro di multa!

Rischiare non vale la pena e se avete bisogno di consulenza e supporto per realizzare una operazione online a premi potete contare sulla nostra esperienza. In questi ultimi mesi abbiamo infatti realizzato due concorsi: uno per la ditta Roner e uno per Sel. In entrambi i casi realizzando sia il software certificato che la meccanica del gioco.

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Schermata 2013-10-31 a 09.20.50

Il mercato dei domini è sicuramente curioso e anomalo. Fino ad oggi le scelte per un dominio si compiono valutando i classici .com .net .it .eu per poi spaziare con le riserve .info .org .biz ecc.

Se vi chiamate Paolo Rossi la scelta è però limitata e bisogna inventarsi qualcosa di diverso come trattini, acronimi, ecc.

Ma questo problema presto passerà alla storia.

L'ICANN, l'autorità per l'assegnazione dei nuovi domini, sta approvando l'uso di nuovi TLD ovvero Top Level Domain, domini di primo livello.

Qualche esempio:


.app

.blog

.luxury

.menu

.online

.shop

.site

.web

.roma

.tirol

.world

.clinic

.sport

.dental

.srl

.wine

.eccetera ...hem no quest'ultimo non è vero.

Ma in pentola ce ne sono moltissimi, 897 secondo Godaddy, 700 secondo 1&1.

Quando saranno disponibili?

Con .calma e .gesso! Si parla si un lasso di tempo di tre anni.

Sono prenotabili?

Non ufficialmente. Ci sono delle ditte che offrono il servizio di prenotazione ma va specificato che questo non da nessuna garanzia. E' come se chiedeste a qualcuno di fare la fila per voi, ma le file sono tante e per lo stesso dominio ci possono essere più persone in fila. Se vi ofrono la prenotazione sappiate che non vale a nulla.

Sono tutti liberamente acquistabili?

No alcuni domini saranno riservati, come .apple .ford ecc.

Quanto costeranno?

Ancora non si sa ma è ragionevole pensare che un .luxury non ve lo portate a casa per qualche decina di euro.

Servono?

Come tutte le cose inutili la risposta è SI. Se il vostro albergo si chiama HotelDuLac con tante estensioni avete sicuramente più possibilità di trovare un bel nome a dominio. Ma questa è solo una motivazione estetica.

Per i motori di ricerca sicuramente no! Se Il vostro HotelDuLac ha il dominio hotel-du-lac-rivadg.com ma il sito è ottimizzato SEO sarà sicuramente trovabile prima del sito hoteldulac.luxury

Qualcuno afferma che sia più facile da ricordare. Io ho qualche dubbio! Molti fanno già fatica con i terzi livelli: esempio .bz.it

A volte meglio un nome di fantasia e un dominio comune.

Per tutto il resto c'è il SEO.

 

 

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not-provided

Chi si occupa di SEO ma anche chi semplicemente tiene sotto'occhio le statistiche di accessi del proprio sito, si è ormai da tempo accorto che il dato relativo alle query di ricerca nelle sorgenti di traffico è sempre più (not provided) ovvero non c'è. Non è più dato sapere per quali query di ricerca l'utente è finito in una determinata pagina. Questo per motivi di privacy (meglio dire di apparente privacy) e tecnicamente perché le ricerche sono effettuate mediante il protocollo sicuro https e non più http.

Perse per sempre? Beh no in realtà Google le memorizza comunque e difatti si possono ancora (ma non si sa per quanto) trovare nell'apposita area di Webmaster Tool.

Purtroppo di dati analitici di Webmaster Tool non sono analizzabili così bene come quelli di Analytics ma è sempre meglio di niente.

Al momento non ci sono soluzioni alternative neppure a pagamento.

Certo è che questo cambiamento avrà un impatto notevole sulla lettura delle statistiche per capire le sorgenti di traffico e per l'ottimizzazione delle pagine.

Io rimango tuttavia del parere che chi ha un sito congruo in termini di keywords e testo non ha di che preoccuparsi, diversamente chi opera ai margini della "legalità dell'algoritmo di Google" (siti fantoccio, ecc.) ne rimarrà penalizzato

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diffusione marzo2013

Un rapido sguardo ai dati Audiweb relativi alla diffusione web in Italia nel marzo del 2013 ci fa immediatamente capire come la percentuale di accessi da cellulari e smartphone sia sempre più rilevante.

E questo significa solo una cosa: ottimizzare il proprio sito anche per questi dispositivi.

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depositphotos

Una foto vale più di mille parole!

Questo vecchio adagio è tuttora valido e di attualità specialmente per i siti internet. Oggi è vero che ognuno possiede una macchina fotografica capace di fare scatti di qualità però fare delle foto belle è un'altra cosa. Non basta una buona macchina fotografica, ci vuole anche un buon fotografo...che però, giustamente, ha un costo proporzionato alle sue capacità.

Un buon compromesso, quando non si dispone del budget per un fotografo, è quello di ricorrere a siti di foto stock royality-free.

Cosa sono esattamente?

Dei portali che offrono immagini fotografiche, illustrazioni e immagini vettoriali ad un prezzo interessante ed abbordabile da chiunque.

Permettono di ricercare i file tramite keywords, anche nella propria lingua, benché convenga usare la terminologia inglese.

Vengono proposte delle immagini e visualizzata l'anteprima per verificare nel dettaglio l'immagine.

Se l'immagine piace è possibile acquistarla con costo variabile in funzione della dimensione dell'immagine richiesta e della licenza di cui si ha bisogno.

Un portale nuovo e interessante è quello di Depositphotos.com che offre una vasta scelta di immagini fotografiche, illustrazioni e immagini vettoriali. I piani e i prezzi sono decisamente interessanti così come la possibilità di uso delle immagini, vedi comparazione delle licenze.

Per visualizzare le foto e i prezzi non è necessario registrarsi. Basta digitare alcune parole chiave e appare subito la lista delle immagini corrispondenti. Molte immagini sono di grande qualità fatte da professionisti altre da semplici amatori della fotografia ma con immagini altrettanto interessanti. Questo permette anche di trovare foto molto originali come spesso accade per i fotografi non professionisti.

Tra i tab di ricerca è possibile riordinare per categorie in modo da non scegliere le più vendute, che corrisponde anche alle più usate!

Molto vasta e interessante anche la scelta di immagini vettoriali.

 

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header-diz

Nuova versione online per i dizionari tedesco > ladino della Val Gardena e tedesco > ladino della Val Badia.

I dizionari nascono oltre 10 anni fa in versione CD-ROM e successivamente in versione web.

Pixxelfactory ha programmato inizialmente il software per la gestione e generazione dei due dizionari utilizzando Filemaker Pro il potente database che ha permesso la gestione della versione desktop, della versione runtime e la versione web.

Il database è stato aggiornato alla versione 12 che permette il dialogo con php e ha permesso di realizzare una funzionale integrazione sul sito dell'Istituto Ladino Micurà de Rü, committente del progetto.

Le funzioni principali sono la ricerca immediata, stile Google, che permette di visualizzare le parole presenti mano a mano che si digitano le lettere nel campo di ricerca.

Non manca la ricerca avanzata che permette di scegliere tra molti parametri presenti nel database come fraseologia, settore, categoria grammaticale e genere. Funzioni molto utili per scopi di ricerca.

Particolarmente utile la possibilità di visualizzare con un solo click la versione del ladino Val Badia o ladino Val Gardena.

Particolarmente comoda la possibilità di usare dei link diretti per accedere alle parole dei dizionari come ad esempio:

www.micura.it/dizionars/gh/dl?q=Haus

Nella versione del ladino gardenese sono presenti anche immagini descrittive e files audio per verificare la pronuncia.

Links:

Dizionario tedesco ladino Val Gardena

Dizionario tedesco ladino Val Badia

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utm

Google Analytics è uno strumento molto potente per analizzare le visite e il traffico del nostro sito.

Spesso capita di fare delle campagne pubblicitarie su portali di terze parti ed è bene riuscire a misurare direttamente l'efficacia della campagna tramite la misurazione dei link in ingresso.

Esempio pratico.

Per un periodo acquisto un banner pubblicitario su un portale web. Normalmente il costo varia in funzione di quante visualizzazioni ha il portale e di quanti sono i click stimati. Ai gestori del portale devo comunicare la landing page sul mio sito come ad esempio:

http://www.pixxelfactory.net/servizi/chiavette-usb-personalizzate

Ci sono ora tre possibilità:

1) se la mia landing page è stata creata apposta per quella campagna e la sorgente dei click è una sola basta vedere quanti accessi ha avuto la pagina. Questi corrispondono ai click ottenuti.

2) se la mia landing page è una pagina del sito (come nell'esempio) o la home page si può verificare dalle sorgenti di traffico in analytics il referral ovvero il dominio di provenienza del click.

3) mediante personalizzazione del link dato al fornitore della campagna

La personalizzazione è molto semplice e consiste nel fornire non solo l'url della landing page ma una url con codici come ad esempio:

http://www.pixxelfactory.net/servizi/chiavette-usb-personalizzate?utm_source=portaleXY&utm_medium=banner&utm_content=chiavette-usb&utm_campaign=USB

Questa url contiene:

Sorgente campagna: portaleXY

Mezzo della campagna: banner

Contenuto della campagna: chiavette-usb

Nome campagna: USB

Per crearla basta utilizzare l'apposito UTM URL generator di Google

Come si vede dall'immagine sottostante in Analytics si vedono i parametri della campagna. Parametri che è possibile filtrare a seconda dei valori immessi.

Se, ad esempio, la mia campagna pubblicitaria si articola su diversi portali sarà sufficiente gererale l'url variando il parametro sorgente campagna con il nome del portale di riferimento.

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meta-description

Spesso ancora ci viene richiesto di inserire nel codice delle pagine web i metatag keywords e description.

Nei fini iniziali per cui sono stati inventati questi metatag l'idea era quella di agevolare il lavoro dei motori di ricerca fornendo a priori le keywords per cui essere cercati e la descrizione che appare nel risultato di ricerca.

Tendenzialmente una bella cosa soprattutto per i siti fortemente grafici con immagini o in Flash.

Poi però il meccanismo ha cominciato ad essere abusato per far apparire contenuti pubblicitari con l'utilizzo di keywords maggiormente cercate. E così Google ha modificato l'algoritmo di indicizzazione per far si che si trovi ciò che realmente viene cercato. Nella pagina le keywords dovranno essere realmente presenti nel testo in chiaro, cioè quello che viene realmente letto, e non nel codice.

Si sono poi visti tentativi di ogni tipo - e si vedono ancora - come mascherare le keywords nel testo nascosto dello stesso colore del fondo o la creazione di pagine apposite che rimandano mediante javascript ad altri siti.

Tutte pratiche scoperte e penalizzate dai vari aggiornamenti di Google.

Risale al 2009 google non usa i keywords che spiega in maniera molto chiara che le keywords non vengono più prese in considerazione.

Per non penalizzare tuttavia contenuti particolari come le news, recentemente Google ha introdotto il news_keywords metatag come spiegato neww metatag sempre dal blog di Google.

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stories

Sono disponibili per il download gratuito da Appstore le 7 storie in 5 lingue del progetto Stories.

Le App sono ottimizzate per iPad e iPhone.

Ogni App è dedicata ad una favola:

Lu = Il lupo sazio e la pecora

Deserts = La creazione dei deserti

Simeli = Il monte Simeli

Barbolo = Barbolo e Fraccola

Crazacil = Un grattacielo in mare

Paur = Il contadino astrologo

Pinsiers = Ciò che pensa la gente


Ogni App è composta da diverse schermate finemente disegnate a mano. Ogni illustrazione rappresenta una parte della fiaba e una voce legge il testo scritto. Sono disponibili 5 lingue: ladino badioto, ladino gardenese, italiano, tedesco e inglese.

E' possibile cambiare lingue in qualsiasi momento toccando gli appositi pulsanti sulla destra.

Ogni illustrazione è animata rendendo così ogni fiaba avvincente ed allo stesso tempo educativa.

Il progetto Stories App nasce dopo la pubblicazione del libro con CD, a cura delll’ex Istituto Pedagogico Ladino, adesso Innovazione e Consulenza.

Le App sono pensate in primo luogo per l’insegnamento integrato delle lingue.

È senz’altro di indubbio gradimento per tutti i ragazzi e le ragazze che amano il mondo della narrativa, delle lingue, della multimedialità e dell’illustrazione.
Stories è diventato ora uno strumento interattivo che permette di leggere, di ascoltare i testi e di “toccare” direttamente le fiabe stesse.

Pixxelfactory ha curato la programmazione e l'adattamento delle App in collaborazione con il proprio partner Parsec.


Per scaricare le App Stories clicca qui.

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How Load Time Affects Google Rankings

La lentezza di un sito non è solo un fattore di disturbo personale ma anche un fattore penalizzante per il posizionamento nei motori di ricerca come ben evidenziato da questa sempre splendida infografica di Neil Patel.

 

 



Courtesy of: Quick Sprout

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Biscotti

--> UPDATE LUGLIO 2014 QUI <--

 

Cookie Law ovvero la legge dei cookie, ovvero quelle briciole di dati che vengono lasciate e lette nel browser ogni qual volta visitate un sito e permettono di memorizzare informazioni di vario genere.

Per esempio visitando questa pagina ora vi siete "beccati" 7 biscottini cookie. 3 di Facebook, 1 di google analytics, 2 di google+ e uno dal cms che gestisce questo sito. Per esempio vi siete mai chiesti come mai cercando un qualche prodotto o servizio su google e visitando poi i relativi siti, quando andate su portali che contengono pubblicità questa, guarda caso, è relativa alle cose che cercavate? Merito dei cookie.

Sono utilizzati per memorizzare la navigazione, per ricordare scelte fatte (ad esempio scelta lingua) e tante altre cose che giustamente fanno rabbrividire i cultori della privacy e non solo.

In Italia la direttiva 2009/136/CE (E-Privacy) sui cookie è stata recepita a fine maggio 12, pur essendoci già della normativa nella legge sulla privacy (art. 122) che però non parlava espressamente di cookie.

Ci sono però dei "però" o meglio delle precisazioni che ci fanno distinguere sostanzialmente 2 tipi di cookie: quelli necessari e quelli di profilazione.

I primi, quelli necessari, possono essere a loro volta strettamente necessari come ad esempio per le sessioni degli online shopping e di funzione come la scelta lingua. Questi non sono "dannosi" in quanto non sono legati ad una prifilazione dell'utente ma raccolgono dati per permettere all'utente di navigare correttamente nel sito.

Ci sono poi quelli di profilazione che sono il vero problema della privacy. Facciamo un banale esempio. Visitando questo sito probabilmente siate anche loggati a Facebook o Twitter o G+, ecc. Questi ultimi mettono dei tracking cookie ovvero delle briciole alla Hansel e Gretel che permettono di capire dove e come avete navigato, che cosa vi interessa o meno. Il tutto non anonimamente perchè dato che probabilmente non avete fatto il logout dai social è come se foste ancora dentro. Difatti probabilmete alla fine di questa pagina avete modo di commentare grazie ai commenti di Facebook e dovreste vedere il vostro profilo attivo! I cookie sanno chi siete e cosa state visitando.

Pertanto quando vi è coincidenza tra il dato personale e il dato statistico si pone, giustamente, un problema di privacy.

La direttiva europea e di seguito quella italiana prevedono normative relative al secondo tipo di cookie cioò quelli che raccolgono dati sensibili.

Di fatto però il confine è molto...ma molto...difficile da determinare.

Cosa bisogna (bisognerebbe) fare. Tra parentesi il "bisognerebbe" perché di fatto non lo fa quasi nessuno se non gli inglesi.

Quattro sono le forme usate:

1) messaggio stile lightbox che informa dei cookie e prevede l'accettazione. Non è possibile proseguire se non si accetta.

2) barra di stato persistente che informa della presenza di cookie, rimanda ad una pagina con le specifiche e se accettate sparisce. Se non accettate rimane il messaggio ma navigate lo stesso, una sorta di consenso informato. Esempio

3) come sopra ma con pulsante da confermare. Esempio

4) semplice punto di menu "cookie". Esempio

Nella pratica qualcuno lo fa ma soprattutto in Inghilterra, in Italia non ho ancora visto esempi anche perchè pare che ci sia la normativa ma non ci sono le sanzioni.

La nostra pagina dei cookie.

Per maggiori info sui cookie: http://www.youronlinechoices.com/it/

Fonti:

http://brunosaetta.it/privacy/cookie-e-riforma-europea-come-mettere-in-regola-il-sito-web.html

http://www.joomla.it/articoli-community-16-e-17-tab/5598-eu-cookie-law-cose-e-cosa-comporta.html

http://www.dekoo.it/privacy-il-parlamento-italiano-ha-recepito-la-norma-cookie-law-dellue-il-tuo-sito--pronto.html

http://www.aboutcookies.org

 

--> UPDATE LUGLIO 2014 QUI <--

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FORD-FACEBOOK

Originale il modo con cui Ford USA utilizza la timeline di Facebook per "navigare nel tempo" nella storia della grande casa automobilistica.

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vineapp

Lo scorso anno Facebook ha comperato Instagram e per tutta risposta Twitter ha acquisito una startup molto promettente chiamata Vine.

Cosa è Vine?

Vine è una App, al momento solo per dispositivi Apple, che permette di creare un minivideo di 6 secondi con audio. Molto essenziale, si preme sul display e si registra. Con un minimo di creatività si possono creare video molto interessanti e curiosi. Del resto 6 secondi in termini pubblicitari sono tantissimi, pensiamo agli spot Tv o ai banner web.

Vine è la Fenice del gif animato che gode ancora di molta popolarità anche se è un formato obsoleto.

Dopo uno sfortunato lancio causato da un eccesso di video con nudità non filtrati, Vine comincia ad essere guardato con interesse dai responsabili marketing di alcune aziende che si avvicinano timidamente alla piattaforma.

Le potenzialità sono enormi in campo pubblicitario.

I primi brands che si sono avvicinati sono General Electric, Dove, NBC News, Red Vines (food), Desigual, Ritz (food). Gap jeans, Trident Gum, schuh (scarpe), Malibu Rum, Asos e diversi altri.

Di seguito alcuni esempi tra i più interessnti.

 

 

 

 

 

 

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eis02

Una grafica pulita e lineare veste il nuovo sito di Eisackwerk, cordata di imprenditori locali finalizzata alla produzione di energia elettrica.

Il nostro ormai collaudato CMS basato su Joomla funge da motore al sito e permette una rapida e veloce attualizzazione dei contenuti in modo semplice ed intuitivo direttamente dal web.

www.eisackwerk.it

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trollbeads-key

Eleganti e raffinate le chiavette USB modello KEY che pixxelfactory fornisce a Perlunica azienda che rappresenta in Italia il famoso marchio internazionale Trollbeads.

Trollbeads produce bracciali componibili di perline così come collane ed anelli.

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pie600

Negli ultimi anni c'è stata la corsa ad investimenti in Facebook e altri social network. Secondo una ricerca di Technorati potrebbe però non essere più l'investimento migliore. Tra le varie fette della torta degli investimenti social un piccolo 6% è occupato dai blog. Ma cosa significa?

Significa investire o meglio promuovere o sponsorizzare bloggers che con il proprio blog hanno una certa influenza sui consumatori. Come ha recentemente fatto il Consorzio Superski Dolomiti con l'iniziativa DolomitiLove.

In poche parole sono stati "assoldati" 8 bloggers più o meno attivi nel settore food/lifestyle/travel/beauty blogging per promuovere il comprensorio sciistico delle dolomiti.

Ne parlo più approfonditamente nel mio blog personale: Bloggers in cerca di Dolomiti.

Sicuramente è una fascia interessante ma personalmente credo sia un campop molto pericoloso.

In questo modo il blogger "perde" la naturalezza, la spontaneità e diventa al servizio del cliente perdendo nel contempo quella autorevolezza ed indipendenza che caratterizzano la sua abilità di influencer.

Difatti esistono i corsi di blogging!

Basti anche vedere fashion bloggers come theblondesalad che ormai sono dei meri contenitori pubblicitari, seppur con notevole successo anche se ormai in declino. Basti guardare i commenti che nella maggior parte sono link ad altri bloggers in cerca di successo.

 

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audi13

Pubblicata la ricerca di base sulla diffusione dell'online in Italia e i dati di audience del mese di dicembre 2012.

Sono 38,4 milioni gli Italiani che dichiarano di accedere a internet da qualsiasi luogo e device, 16,8 milioni da mobile e 2,7 milioni da tablet.
L’audience online da PC nel 2012 ha registrato un valore medio giornaliero di 13,8 milioni di utenti, +8,4% rispetto alla media del 2011.

[fonte Audiweb]

Il grafico mostra l'interessante percentuale di tipologia di collegamento. Il 34,8% di collegamenti da smartphone deve far riflettere soprattutto per le web-agency nella progettazione di un sito web.

 

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bavaria

Prendo spunto dalla campagna di Bavaria (birra olandese) molto forte sui social media. Entrando nel loro sito si viene accolti da una collezione di tutti i loghi dei social network più conosciuti con un claim "seguici ovunque"!

In effetti sono presenti su tutti i canali anche se solo su Facebook comtanto oltre 60.000 fans. Numeri decisamente molto ridotti sugli altri social.

Proprio ieri sera leggevo un interessante articolo sul fatto che il 2013 sarà l'anno dei tagli sui social network. Ma tagli finalizzati a concentrarsi su un social piuttosto che su un altro. In effetti è ampiamento condivisibile il punto di vista. Seguire i 6 social network e farlo bene su tutti e 6 richiede un impegno economico notevole.

Diciamo che bisogna distinguere tra "avere un profilo" ed essere presenti e attivi!.
Non sempre essere ovunque paga!

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creative-sandbox

Google ha recentemente lanciato un nuovo portale chiamato "Creative Sandbox", è un showcase di lavori creativi scelti da loro.
Interessante è la presentazione ufficiale del sito, un libro tredimensionale creato interamente con Html5 + Javascript e Css3-3d Transforms.


Lo potete guardare tramite questo link:

http://www.creativesandbox.com/guidebook

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Aprire un blog aziendale è un desiderio crescente in alcuni settori. Dopo i primi anni in cui le terminologie come blog, blogger, social, ecc. facevano paura a molti responsabili marketing ora ci si avvicina di più a questo mondo ed inevitabilmente ci si scontra con le problematiche già affrontate da tempo da personal bloggers (come il sottoscritto).

Senza entrare nell'ambito del perché e come un blog aziendale, faccio una piccola analisi delle maggiori piattaforme di blogging.

La più conosciuta a livello personale - e non solo - è Worpress. Worpress è un software blog stabile potente ed affidabile. Può funzionare in due modalità:

self-hosted: ovvero su un qualsiasi spazio web compatibile

hosted: ovvero appoggiata sui server di worpress.com

(da non confodere: Worpress è scaricabile gratuitamente da worpress.org. Wordpress.com è una piattaforma di hosting di Automattic basata su Worpress)

Tra le hosted platforms ci sono anche servizi come: Blogger (google); Tumblr, ecc.

La scelta tra le due modalità può essere apparentemente ardua ma in realtà non lo è.

Innanzitutto vediamo i pro del self-hosted:

  • controllo totale sulla parte tecnica
  • controllo totale sulla proprietà dei contenuti
  • possibilità di espandere con qualsiasi plugin il sistema
  • possibilità di modificare il codice principale
  • non sono costretto ad usare le sole funzionalità che mi vengono messe a disposizione.
  • per i soli responsabili aziendali: se qualcosa non va possibilità di prendersela con il proprio fornitore di servizi web e non contro un anonimo colosso del web

i contro:

  • costi di installazione (comunque molto bassi) e personalizzazione (ma del resto il vantaggio di poter avere l'ultimo punto sopra non ha prezzo)
  • rischi di sicurezza. Questi in realtà ci sono solo se chi vi installa Worpress non lo aggiorna poi con costanza e non lo controlla periodicamente. Questi software gratuiti di bloggin sono spesso vulnerabili ad attacchi e quasi ogni mese esce un aggiornamento per coprire eventuali falle.

Ci sono poi delle considerazioni aggiuntive.

Il "flavour" di un blog aziendale su una piattaforma da blogger personali rende il tutto molto naturale, sincero quasi più reale. Ma alla fine è solo la prima impressione. Un blog vive di contenuti...sono quelli a dover essere sinceri e naturali.

Vantaggi SEO: questa è una voce che gira ma è falsa. Il SEO dipende innanzitutto dai contenuti e poi da come questi contenuti sono tecnicamente mostrati. Se mancano i primi ovviamente non si va da nessuna parte e per i secondi diciamo che le funzionalita tra self-hosted e hosted sono identiche. Ovviamente con una self-hosted posso modificare il codice a mio parere per eventuali aggiustamenti personalizzati.

Ricordiamoci che tutte le piattaforme di hosting come worpress.com, blogger, ecc. hanno come fine il rendere visibili se stessi e non il vostro blog che diviene solo un mezzo come tanti altri.

Vantaggi SOCIAL: anche qui si usa come argomentazione che utilizzando una piattaforma hosted si traggano dei vantaggi dalle connessioni sociali di questi network. Vero ma è un vantaggio molto limitato e di poco vantaggio per le aziende. Può avere un senso per i bloggers che nascono e che parlano di argomenti molto social quali moda, food, ecc. Ma anche questo punto è discutibile. Il fattore SOCIAL di un blog personale nasce, oltre che dall'interesse sui contenuti, dal tempo dedicato a visitare altri blog, lasciare un commento (spesso insulso e ripetitivo) e essere a propria volta contraccambiati. Sembra una considerazione cinica ma in realtà è così. Basta guardare un qualsiasi trend blog e cominciare a leggere i commenti. Diciamo che il commento è un modo di dire: hei mi piace, vieni a fare un salto da me. Nulla di male ovviamente ma funziona per le aziende? Direi di no a meno di non avere una blogger professionista dedicata. E allora veniamo al punto. Con una persona dedicata le connessioni SOCIAL si ampliano a prescindere dalla piattaforma (quantomeno così dovrebbe essere). A quel punto ho bisogno di avere il CONTROLLO del mezzo.

Per fare un paragone banale immaginiamo di aver assoldato il miglior pilota di Formula 1 (la nostra social blogger). Ora che mezzo gli diamo? Un auto nella quale non possiamo metter mano al motore, alle gomme, ecc. ma dove possiamo solo scegliere il colore della carrozzeria?

Evidentemente no! Per cui il mio consiglio è per un blog aziendale un bel self-hosted Worpress blog.

 

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facebook search

Da pochi giorni è attivo per alcuni utenti il nuovo sistema di Facebook per le ricerche. Ovviamente può essere un grosso potenziale per le aziende ma al momento è fonte di dubbi e ilarità, come in questa immagine tratta da un blog apposito su tumblr.

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Ne avevo parlato qualche tempo fa che non ha nessun senso registrare nomi a domino relativi all'attività.

Da anni ho un cliente che ha un centro abbronzatura a Brunico e a Bressanone che si chiama Mokka.

Il dominio www.mokka.it è suo da molto tempo e fino a poco tempo fa cercando su google.it "mokka" risultava il primo.

Ma poi è arrivata Opel con il nuovo SUV che si chiama appunto Mokka. Quelli della Opel non ci avrenno neppure provato a comperare i vari domini mokka. già ormai impegnati. Questo perchè, ovviamente, non serve!

Se uno cerca su google "mokka", il primo, e non solo, risultato è relativo all'auto Opel. Mokka (del mio cliente) è sceso in 3 pagina.


Ovviamente cercando "Mokka Bruneck o Brunico" è nuovamente primo in lista. L'algoritmo calcola infatti più parole nel contesto e la localizzazione è molto importante. Il nome della città va sempre inserito nei testi dei siti perché quando l'utente cerca qualcosa di locale abitualmente inserisce anche la località. Es: ristorante bolzano.

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century-child-moma

Un sito fatto veramente bene questo di Century of the Child del MoMA! Fatto bene sia dal punto di vista della tecnica dell'usabilità e del design.

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lapka-set-sensors

Tra i tanti siti che usano il sistema del vertical scrolling questo merita per semplicità, minimalismo e ...per il prodotto!

Da guardare: mylapka.com :-)

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appaway

Da qualche giorno nelle pensiline degli autobus di Bolzano si vede un manifesto pubblicitario che pubblicizza una App.

App and Away lo slogan...che fa pensare a qualcosa di magicamente tecnologico visto anche il tappezzamento di manifesti. Si tratta in realtà di una semplice applicazione che permette di consultare gli orari degli autobus della SASA ovvero l'azienda che gestisce gli autobus a Bolzano.

La prima cosa che faccio dalla macchina è cercare su AppStore di Apple la App con le keyword SASA...ma nulla!

Cerco sul web: Sasa Bolzano App ... nulla a parte l'App Android - toh guarda anno fatto anche per Android!

Mi fermo leggo il QR code...solo per Andoird...rileggo il manifesto...si solo per Android!

Ok caso curioso e posto anche che le statistiche di uso diano ragione ad Android rimane sempre una buona fetta (diciamo il 50%) esclusa!

Allora perchè non semplicemenete una Web App* fruibile da tutti che avrebbe più senso. A volte la corsa alla "App" fa dimenticare che esiste il web...che non è morto e neppure in agonia! Una semplice e banale Web App per consultare gli orari sarebbe stato un servizio più "pubblico" per chi offre un servizio pubblico come gli autobus appunto!

*Una Web App è semplicemenete una pagina web ottimizzata per l'utilizzo su un dispositivo mobile. Tipo la ottima web app del servizio meteo provinciale.

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emd

Leggo un interessante articolo da Ninjamarketing sul EMD Exact-Match Domain che conferma quanto sempre ho pensato e consigliato!

Cosa è l'EMD? Acquistare un dominio con le keyword per aumentare il proprio posizionamento.

Esempio: www.web-design.it oppure www.calzolaio.it o www.avvocato-bolzano.it

Pratica in voga da molti che aveva un senso forse qualche anno fa e che ora Google penalizzerà come del resto è giusto che sia per mantenere un algoritmo corretto.

Le vie del SEO sono infinite e in continua evoluzione (grazie agli aggiornamenti dell'algortimo di Google) come raccontavo anche giorni fa in un post di fantasia, ma molto realistico, sul SEO.

 

 

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cippy

Da diverse settimane nelle pensiline degli autobus di Bolzano c'era la buffa presenza di un uccellino stile twitter ma più paffuto e una unica scritta: Cippy. Qualche giorno fa la data, nello stile mal copiato da iCal di Apple, annunciava la data del 25 ottobre come una rivoluzione nel modo fi fare pubblicità! Ovviamente ero molto incuriosito da questa cosa anche se immaginavo che la delusione sarebbe stata grande...ma non così grande! Alla fine Cippy è una semplice App che nelle intenzioni dovrebbe permettere agli utenti di votare le pubblicità presenti e vincere dei premi, così come usufruire di contenuti aggiuntivi tramite QrCode. Di tecnologico e rivoluzionario dunque nulla. Le pubblicità interattive saranno contraddistinte dal simbolo Cippy e definite come iPoster.

Bella sfida! Già perché ci vuole coraggio proporre una cosa del genere. La domanda che viene spontaneo porsi è infatti questa:
il consumatore vuole interagire con la pubblicità?

Gli smartphone hanno un target ben preciso! Quel target è disponibile a intergire con la pubblicità?

la "creatività tecnologica" richiede un mix di competenze notevoli e visto che i mezzi c'erano già prima perché non sono mai stati sfruttati? Cippy non inventa nulla, mette solo in un frullatore elementi esistenti e li amalgama in modo incerto.

Gli elementi per dubitare del progetto ci sono tutti ma non è detto che si riveli un fallimento.

Di fatto le pensiline dei bus sono sfruttate male, basti vedere questi esempi veramente creativi! Qui da noi in Alto Adige al massimo abbiamo visto un grande pacco di Loacker di cartone ma nulla più.

Una cosa è certa... la campagna tradizionale per la presentazione di Cippy...quella si che è stata efficace! :-)

 

UPDATE: PROVA SUL CAMPO DI CIPPY APP

Ho voluto provare l'App Cippy. Come da istruzioni ho "puntato" un iPoster di una pensilina bus ma con più soggetti mi ha ripetutamente dato errore di rete...premetto che la mia 3G va benissimo.

Facendo questi test sono emersi alcuni aspetti che non avevo considerato e che comunque sono a sfavore dell'idea Cippy:

  • spesso per fotografare l'intera immagine bisogna spostarsi in mezzo alla strada
  • se ci sono persone davanti alla pensilina (come ci si aspetta del resto essendo una pensilina per bus) la foto è inutile
  • i manifesti delle pensiline vengono visti dagli automobilisti, ciclisti, motociclisti...non è che si ha tempo di fermarsi per fare foto

Quest'ultimo punto mi fa tornare al discorso del target. Quanti utenti di autobus (perché questo è il target potenziale) sono nel target interessante per le aziende?

 

UPDATE 2: IL GIORNO DOPO

Superati una serie di problemi tecnici, come annunciato sul profilo fb, Cippy oggi funziona.

Ho scansionato due iPoster e come temevo, niente di particolare o che non si potesse comunque fare con il più comodo e discreto QRcode. Nel primo caso, Despar, un semplice testo con l'offerta ripetuta, link web al volantino, profilo fb e punti vendita. Nel secondo caso, Tiroler Versicherungen, una promozione per un check assicurativo e altri due link.

I manifesti si possono votare, perché Cippy è anche un gioco, ma bisogna registrarsi, fornire tutti i dati e con molti risvolti "oscuri" sulla privacy, come evidenziato anche da un blogger bolzanino in questo articolo.

Leggendo i commenti sul profilo facebook di evince che il target di Cippy sono giovani, forse troppo giovani per un target pubblicitario interessante, come confermato anche da altri fattori descritti sopra.

Lo scetticismo permane! Vedremo se passata la fase di "lancio gratuito", come immagino sia stata per queste aziende campione, i tradizionali utilizzatori delle pubblicità avranno voglia di investire nel "pulcino Pio sudtirolese": Cippy.

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christmas-usb

Una interessante novità come gadget natalizio utile, pratico e bello. La chiavetta USB di Natale Christmas.

La chiavetta USB di Natale si presenta in un favoloso guscio di legno massiccio naturale certificato FSC (Il Legno nei prodotti e’ FSC certificato raccolto in maniera sostenibile nelle foreste Europee). Perfetta combinazione tra moderna tecnologia e festoso artigianato, questa chiavetta USB viene ricavata dall’acero europeo (legno chiaro). Disponibile con tutte le capacità di memoria (1GB, 2GB, 4GB, 8GB, 16GB) e personalizzabile sia a colori che con incisione al laser, questo nuovo prodotto è un ottimo gadget utile natalizio.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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promuovi

Da oggi noto un nuovo pulsante a fianco dei miei post, sia dal profilo personale che da quello di pagine (ancora non attivo su tutte) che gestisco, su Facebook: Promuovi.

Una funzione annunciata dalla primavera e attivata pian piano nei vari paesi.

In pratica con una cifra non proprio irrisoria, nel mio esempio 3,63 euro, il post viene contrassegnato come sponsorizzato. Non sono presenti ancora condizioni specifiche per cui non si sa per quanto tempo.

Vien da sè che non ha molto senso per i post personali, pagare per far sapere a tutti in maniera "imperativa" che oggi è venerdì e c'è il sole non è molto consigliato...anche se magari qualcuno lo farà!

Per le aziende invece sarà tutto un altri paio di maniche! Già oggi è possibile sponsorizzare un post con la pubblicità sulla pagina a destra. Funzione che però, viene usata da pochi e nel corso dell'ultimo anno ha perso molta efficacia. Ormai siamo abituati a guardare con la fascia paraocchi come i cavalli!

Un esempio personale di una campagna pubblicitaria per una azienda. Lo scorso anno è stata efficace e molto cliccata. Quest'anno stessa campagna, stesso target, stesso periodo una efficenza ridotta al 25%.

Per cui Facebook ci prova con le promozioni dei post, già visibili da tempo sulle app Facebook dei cellulari.

Il messaggio non è più relegato e nascosto sulla parte destra ma campeggia in bella vista sulla nostra timeline.

Ora i dubbi sono due: innanzitutto come diventerà la nostra timeline con 5 o più inserzioni sponsorizzate? per le aziende che gestiscono le pagine significa che il post normale quasi sicuramente (come da rumors) non avrà più la stessa efficacia di prima ma dovrà essere sponsorizzato, appunto!

Per cui da un lato Facebook diventerà meno "simpatico" agli user normali e dall'altra più costoso per le aziende. a mio avviso l'inizio di un declino annunciato e già in atto.

 

UPDATE
Ovviamente per fare un test ho "promosso a pagamento" questo articolo dal mio profilo Facebook.
L'acquisto in realtà si è concluso con l'acquisto di crediti Facebook (!): 47 crediti.
I crediti mi ricordano tanto i Dollari Linden!

Dopo circa un'ora il report è questo:

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images

Mario è un idraulico, lavora da solo, ha un furgone, una piccola ditta ben avviata. Mario ha un fratello, Luigi che si occupa di web marketing e in particolare di SEO (Search Engine Optimisation/Ottimizzazione per i motori di ricerca).

Luigi vuole aiutare Mario e gli fa un sito completamente nuovo e in linea con tutte le specifiche SEO. In pochi mesi Mario diventa l'idraulico risultato numero 1 di Google nella sua città...che non è una piccola città.

Il telefono di Mario squilla in continuazione, mail, contatti, ecc. tutti lo cercano e lo vogliono. Mario lavora fino a  tardi la sera, il sabato e anche la domenica. In poco tempo assume due nuovi dipendenti, vista l'enorme mole di lavoro e acquista anche un nuovo furgone attrezzato.

Mario è felicissimo e Luigi molto soddisfatto del suo lavoro. Mario capisce dell'importanza di essere nei primi risultati sui motori di ricerca e dato che è al quarto posto si domanda, ovviamente, quanto potrebbe essere meglio essere al primo! E così chiede a Luigi, questa volta a pagamento, di migliorare il ranking. I soldi investiti portano subito i loro frutti e Mario è l'idraulico numero uno della sua città!

In pochi mesi 4 nuovi dipendenti, due furgoni attrezzati e un consistente investimento in SEO che comunque si ripaga ampiamente.

Dopo circa un anno il telefono smette di suonare, le visite al sito scendono drammaticamente. Mario chiede a Luigi di intervenire investendo altri soldi. ma le tecniche SEO di Luigi non erano tutte molto "ortodosse" e infrangevano diverse policy di Google. Il lInk building era forzato e molti contenuti ridondanti.

I recenti aggiornamenti di Google (codename Penguin e Panda) avevano modificato i parametri per cui i "trucchetti" adottati non erano più validi. In poco tempo Mario è tornato ad una posizione più naturale nonostante gli sforzi di Luigi.

Recuperare? Più o meno impossibile a meno di investimenti che non avrebbero più reso quanto investito!

Mario con estrema fatica è riuscito a convincere i propri dipendenti a cercarsi un altro lavoro, ha venduto i due furgoni e conti alla mano è tornato alla situazione iniziale senza grosse perdite e senza grossi guadagni. Ma è stato fortunato.

Ovviamente questa è una storia finta ma molto realistica per quanto riguarda gli aspetti tecnici.

Le tecniche SEO sono in continuo cambiamento e la regola numero UNO rimane sempre quella: mai cercare di "fregare" Google, perché prima o poi se ne accorge e si paga tutto.

Ispirazione per questo articolo da questo blog: http://www.seomoz.org/ugc/are-seos-destroying-small-businesses-a-penguin-story

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nodejs

Già da un paio di anni (dal 2009 per essere precisi), è in sviluppo node.js, un progetto molto interessante:
Usa Javascript (V8, l'engine JS di Google, usata anche dentro il loro browser Chrome) per sviluppare programmi server.
In passato, Javascript era famoso sopratutto per animazioni web e richieste asincrone (conosciuto come Ajax/Ajaj), però ultimamente viene usato sempre di più nel settore server.

Però perchè sviluppattori iniziano ad usare Javascript per specifici progetti e non tecnologie "classiche" come Php o .net? Quale sono i vantaggi? Quale i svantaggi?

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accenti

Da luglio 2012 è possibile registrare i domini .it anche con gli accenti e caratteri speciali.

Di per sè non è che sia una grandissima novità. L'accento ha creato e creerà sempre confusione, ne so qualcosa io visto che ho il cognome accentato!

Le aziende che hanno un accento nel proprio nome potranno registrarlo ma quali sono i reali vantaggi/svantaggi?
Innanzitutto non ha molto senso registrarlo con accento se non si possiede anche quello senza. O quantomeno registrarlo si ma non usarlo! Pensiamo al dominio caffe.it che è dell'azienda X. L'azienda Y registra caffè.it con l'accento grave e l'azienda Z il dominio caffé.it con l'accento acuto. Senza considerare che molti scrivono caffe' con l'apostrofo!

Tre domini e tre aziende! Innanzitutto quanti sanno che tipo di accento si usa per caffè? Molti sbaglieranno sicuramente e il rischio è di finire su un'altra azienda.

Inoltre molti browser non lo visualizzano ancora correttamente per cui:

caffè.it diventa http://xn--caff-8oa.it/

caffé.it diventa http://xn--caff-epa.it/

La bruttura sopra si chiama punycode e serve appunto per permettere i caratteri speciali nei nomi di dominio. In pratica una codifica ASCII dei caratteri UNICODE...in poche parole un accrocchio!

Su Mac Safari e  Chrome visualizzano nella barra il nome corretto mentre Firefox converte in punycode.

I caratteri speciali sono:

à â ä è é ê ë ì î ï ò ô ö ß ù û ü æ œ ç ÿ

Sicuramente interessante per le aziende altoatesine che hanno il nome con le umlaut.

Il consiglio è comunque di registrarlo solo se si possiede anche il relativo senza caratteri speciali e/o comunque di registrarlo e tenerlo come protezione marchio ma senza pubblicizzarlo.

Altro esempio di confusione:

www.muller.it ufficiale del famoso yoghurt

www.mueller.it ue è l'abbrevizione ufficiale per la ü che appartene a una ditta di prefabbricati

www.müller.it nuovo dominio con umlaut registrato da una azienda tedesca!

c'era bisogno anche dell'accento e dei caratteri speciali? Sicuramente no!

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mouse

Pubblicati da Audiweb i dati di audience online di maggio 2012.

I dati più interessanti sono:


GLI UOMINI ONLINE:

  • sono 7,8 milioni
  • hanno principalmente tra i 35 e i 54 anni
  • il 18,9% degli uomini online
  • ha più di 55 anni
  • il 18,4% ha tra i 25 e i 34 anni

LE DONNE ONLINE:

  • sono 6,4 milioni +10,4% in più in un anno
  • hanno principalmente tra i 35 e i 54 anni
  • 1,4 milioni hanno tra i 25 e i 34 anni


I giovani tra i 18 e i 24 anni, il 9,6% degli utenti attivi nel giorno medio, trascorrono in media più tempo online, con 1 ora e 33 minuti e 179 pagine viste in media per persona.

Approfondisci nel comunicato stampa

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gplus igl1

Sono 20 ma in realtà non sono tutte "buone" ragione. La ragione che sicuramente può interessare di più all'azienda è la numero 18 ovvero che postare su Google + aiuta il ranking di Google. E forse è questo il maggior punto di forza di Google...essere Google, mentre Facebook rimane "sepolto" nelle sue intricate questioni di privacy. Per come la vedo io Facebook è sempre stato troppo "chiuso", una rete nella rete, sfruttando la sensazione di molti di sentirsi "protetti" all'interno di una piattaforma che al tempo era semplice e lineare. Ora che questa semplicità si è persa per dover ovviamente correre dietro ai vari trends è tutto più complicato. E i risultati in borsa lo dimostrano.

Interessante questa infografica dal sito infographicslab

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FoulardMania700x330Def

Pinterest è un social network relativamente nuovo. Fondato nel 2010 ha avuto subito un grande successo per la sua semplicità ed eleganza grafica. Si basa su una bacheca di immagini che l'utente può creare e condividere. Recenti stime lo danno in forte aumento tra i social network più blasonati (Facebook, Twitter,ecc.).

In Italia si "parla" di Pinterest solo da quest'anno. Interessante l'esperimento di social marketing di Stefanel. Una newsletter invita gli utenti a postare una foto con un foulard sul proprio canale con un determinato nome. Le foto più belle verranno premiate.

E' evidente che si tratta di un primo passo sperimentale. Il canale Stefanel su Pinterest ha infatti al momento solo 97 followers ma sicuramente sarà destinato ad aumentare. Molto probabilmente molti utenti destinatari della newsletter saranno "cascati dalle nuvole" leggendo il nome Pinterest. Mentre negli States l'80% degli utenti è donna, in Italia la proporzione è invertita e un concorso destinato alle donne è un tentativo piuttosto azzardato. Ma se è vero che dietro ogni grande uomo c'è una donna, dietro ogni donna creativa c'è un uomo "tecnologico"!

Bravi comunque quelli del marketing Stefanel a tentare nuove strade. Le vie del marketing tradizionali sono finite? Quelle del web-marketing sicuramente no!

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icona ecosantini

Disponibile da oggi nell'Appstore di Apple la nuovissima App per iPhone e iPad realizzata da pixxelfactory in collaborazione con Parsec per il GruppoSantini di Bolzano.

Ecosantini sfrutta il sensore di movimento per un classico ma sempre attuale gioco. Degli oggetti scendono dall'alto e vanno correttamente fatti entrare nel bidone apposito.

Tre livelli di difficoltà dove, oltre la velocità, varia anche l'aiuto per centrare il bidone giusto in base alle espressioni.

Non è così facile come sembra, soprattutto ricordarsi dove vanno gli oggetti!

Tutte le immagini e gli oggetti sono stati interamente disegnati dalla nostra grafica a mano e successivamente digitalizzati e colorati.

Ecco la descrizione del gioco:

ECOSANTINI App per iPhone e iPad

Credi che la raccolta differenziata sia un gioco da ragazzi?


Metti alla prova il tuo livello di abilità nel recycling con tre livelli di gioco e lo smaltimento rifiuti non avrà più segreti per te.

Il gioco EcoSantini ha lo scopo di educare ed allo stesso tempo di fornire importanti indicazioni per un corretto smaltimento dei rifiuti.

L'App si basa sulle regole di raccolta differenziata applicate sul territorio del Comune di Bolzano al momento dell'implementazione del gioco.

ATTENZIONE: é possibile che alcune regioni o comuni adottino un sistema di raccolta differente per alcune tipologie di rifiuti.
Per una corretta raccolta differenziata, vi consigliamo pertanto di consultare il sito internet dell'azienda addetta ai servizi ambientali del vostro comune.

 

 

Screenshot

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solomo

SoLoMo è l'acronimo di Social Local Mobile e sarà il trend marketing del 2012. Cosa significa in breve?

SoLoMo rappresenta la convergenza di tre attività ben distinte:

Social: attività sociale, condivisione, recensioni

Local: geolocalizzazione, contestualizzazione in base alla posizione

Mobile: il veicolo di trasporto ovvero il cellulare, palmare, table o smartphone che dir si voglia

Per capirci meglio facciamo un esempio. Vado in una città sconosciuta. Accedo al mio iPhone, apro Foursquare cerco un ristorante nei paraggi, leggo le recensioni e se mi sta bene lo scelgo. Magari scopro pure che in quel momento c'è un offerta speciale per un determinato prodotto in un negozio vicino e ne approfitto.

Ok è un esempio banale ma è un piccolo aspetto di questo concetto che sta dilagando sui vari siti di marketing negli Stati Uniti non senza numerosi dubbi, come ad esempio quelli espressi da Fred Cavazza fu Forbes.

Al Social siamo già abituati con Facebook, al real time ci stiamo avvicinando con Twitter, il Mobile è forse l'aspetto più interessante da un punto di vista dell'analisi. Mobile implica il crescente uso, spesso sostitutivo, del PC per le attività quotidiane.

Molte aziende si concentrano sul sito internet come strumento di marketing, spesso tralasciando tutto ciò che è social e mobile. Si una pagina Facebook la hanno in molti ma il livello di qualità?

E che dire di Foursquare? Quante aziende hanno un profilo? Quasi sicuramente lo hanno, ma creato da altri!

Quanti curano la propria immagine su Google Places?

Quanti albergatori conoscono Google Hotel Finder?

Quanti verificano che il proprio sito sia accessibile via dispositivi mobile?

Quanti verificano la propria reputation sul web e sui social media?

Pochi!

Nell'esempio citato prima l'azienda, il venditore non è mai coinvolto direttamente.

E il principio di SoLoMo o anche Social Media 2.0 e si applica al business locale, all'albergo, al negozio sotto casa.

Se il 2010 è stato l'anno di Facebook, il 2011 l'anno di Twitter, credo che il 2012 sarà l'anno di Foursquare che rappresenta un esempio concreto di Social Media 2.0

Interessante la lettura del Manifesto SoLoMo.

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zegna

Ieri scrivevo di SoLoMo (Social Local Mobile) e oggi vedo il nuovo sito di Ermenegildo Zegna che presenta degli elementi molto significativi.

Innanzutto il sito è full html5, finalmente senza uso di flash come ancora molti portali di moda, ma quello che più colpisce è la rilevanza degli elementi sociali e mobile. In alto a destra troviamo i link sociali: Facebook, Twitter, Youtube e...Foursquare!

Sui menu principali ben due link che rimandano a due App di Zegna.

Nella sezione sottostante il contenuto principale tre box con le attività di Facebook, Twitter e Youtube.

Una home page decisamente Social! Quasi il 50% degli elementi di home page sono dedicati alle attività sociali, come ho evidenziato in giallo nell'immagine sottostante.

E bravo Zegna, una bella sfida di Social marketing 2.0!

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Ormai sulla maggior parte dei blog e dei siti internet appaiono entrambi i pulsanti: il mi piace di Facebook e il +1 gi Google+. L'efficacia del primo è nota mentre si fatica a capire la rilevanza del secondo considerando anche che Google+ stenta a decollare come social network.

Per mettere una marcia in più al +1 Google introdurrà a breve la "Social Search" ovvero la Ricerca Sociale che prevede di restringere i risultati alle pagine/siti sui quali abbiamo fatto +1.

Ovviamente solo per gli utenti loggati a Google+ e lasciando la possibilità di decidere in quali risultati cercare: Cerca nel "tuo mondo" oppure in tutto.

 

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